iGenius: Startup Italiana da 1 MILIARDO vs OpenAI
Perché vale la pena vederlo
iGenius è uno dei pochi unicorni AI italiani: premoney da 1 miliardo, accordo NVIDIA per un supercomputer da 1 miliardo in Sud Italia, round da 650 milioni in apertura. Uljan Sharka racconta come ci è arrivato senza laurea, partito da barista albanese.
Per chi è
Riassunto
Uljan Sharka cresce in Albania in un contesto sociale difficile, arriva in Italia adolescente, lavora come barista. Studia da autodidatta, entra in Apple, si trasferisce a San Francisco. Da lì assorbe la cultura della Silicon Valley ("fanno le cose in grande, pensano in grande, falliscono in grande") e nel 2016 fonda iGenius: software di analisi dati per aziende basato su AI. Senza laurea. A inizio 2025, dopo aver raccolto 70 milioni di euro complessivi, annuncia un accordo con NVIDIA per costruire uno dei supercomputer AI più grandi d'Europa in Sud Italia, finanziato da un round in apertura da 650 milioni di euro su valutazione di 1 miliardo. Questa intervista di Chapeau (16 minuti) è la versione integrale del founder che racconta come ci è arrivato.
Premoney da 1 miliardo: cosa è stato annunciato davvero
La copertura giornalistica del 2024 sul round da 650 milioni di euro ha generato confusione. Sharka chiarisce: il ticket effettivamente chiuso a giugno 2024 è di 25 milioni, ma su una premoney da 1 miliardo di dollari. iGenius era già tecnicamente unicorno a quel punto. L'annuncio dei 650 milioni è la dichiarazione di intent della raccolta successiva, non una chiusura: c'erano già interessi e basi di confidenza per chiuderlo, ma il round non era closed quando i giornali lo hanno scritto come fatto.
Il distinguo premoney/postmoney è tecnicamente banale (premoney = valore prima del round; postmoney = dopo l'ingresso del cash) ma riflette un problema più generale dell'ecosistema italiano: poca dimestichezza con la comunicazione finanziaria delle scaleup. Sharka cita il caso parallelo di Mistral in Francia, che ha annunciato un round simile circa un anno prima di chiuderlo con la stessa confusione mediatica. Mistral oggi è a 6 miliardi di valutazione, dopo aver raccolto 645 milioni di euro.
Il ruolo degli Angel investor nei primi 40 milioni
La scelta di evitare i fondi VC istituzionali nelle prime fasi è deliberata. Sharka dice esplicitamente che "andare a parlare con i fondi americani era un tempo sprecato": esiste una discriminazione strutturale verso le deeptech europee in fase early, e su quella scala la conversazione con istituzionali era prematura. La rotta scelta è raccogliere capitali solo da privati nelle prime fasi, sapendo che gli investitori istituzionali sarebbero arrivati più avanti.
La giustificazione operativa è interessante: gli Angel investor sono persone vicine all'azienda, con la pazienza di ascoltare il founder anche quando il numero non è ancora pronto. Un investitore istituzionale, per come funziona la sua governance interna, non può permettersi quel livello di vicinanza. Sharka cita Bezos: i primi assegni di Amazon sono arrivati da family and friends, bussando porta a porta. La lezione che porta a casa è che l'imitazione cieca dei playbook americani su quale tipo di capitale prendere a quale stadio può essere controproducente per chi parte dall'Italia.
L'accordo NVIDIA e il supercomputer in Sud Italia
La parte più rilevante operativamente è l'accordo con NVIDIA. iGenius sta acquistando 6.000 chip Blackwell di ultima generazione (le GPU top di gamma di NVIDIA dedicate al training di modelli AI) per costruire un data center in Sud Italia. La timeline che Sharka indica è "entro l'estate". Sharka parla nel video di "115 exaflop" come capacità di calcolo: il giornalista di Chapeau in voice-off solleva l'obiezione che il supercomputer più potente al mondo (El Capitan in California) ne dichiara 1,7, quindi la cifra va presa con cautela. Il riferimento ufficiale all'altezza dell'intervista per l'Italia resta il Leonardo di Bologna, attualmente nono supercomputer più potente al mondo.
Il punto più strategico è la logica di finanziamento. Sharka spiega che l'asset supercomputer ha un valore intrinseco che garantisce da solo l'investimento: i fondi di backstop ci sono già, l'ordine NVIDIA è partito. La trattativa aperta non è "chiudiamo il round?" ma "chi controlla l'asset?". La preferenza dichiarata è mantenere il controllo italiano ed europeo. Solo se le istituzioni italiane non capiranno il valore di quell'asset (Sharka non è tenero su questo punto), iGenius si aprirà a investitori stranieri.
Sicurezza nazionale, non solo opportunità economica
La tesi che Sharka chiude è politica oltre che tecnica. Le analisi citate: 9 delle 10 aziende più grandi del mondo sono tecnologiche, 6 su 10 sono americane, solo 3 europee. Da un lato gli Stati Uniti investono centinaia di miliardi in AI con un asse pubblico-privato; dall'altro la Cina ha appena dimostrato di poter competere con i migliori modelli investendo (apparentemente) "solo 6 miliardi" - il riferimento è al modello cinese che ha generato lo shock di mercato a inizio 2025, anche se Sharka non lo nomina esplicitamente. L'Europa nel frattempo discute l'AI Act.
La conseguenza operativa che Sharka esplicita per chi guida un'azienda industriale europea: anche se hai i fondamentali migliori, anche se fai le auto migliori del mercato, se il tuo competitor americano vale 100x o 1.000x ti compra mentre prende un caffè. La capitalizzazione di mercato, in un mondo dove l'AI compete sulla potenza di calcolo e sulla quantità di capitale, è la variabile decisiva. Per Sharka l'AI per l'Europa è prima di tutto sicurezza nazionale, poi sovranità culturale e linguistica, e solo in terza battuta opportunità economica.
La leva specifica europea che Sharka rivendica: la frammentazione linguistica del continente, finora vista come debolezza, diventa punto di forza con AI generativa. Un italiano che parla italiano e un tedesco che parla tedesco possono fare una transazione tradotta in tempo reale. Il "sistema operativo" europeo, che oggi è il vero collo di bottiglia del mercato unico, può essere riscritto dal software AI-native nei prossimi anni.
Nota: il video è del canale italiano Chapeau, format intervista a founder italiani di scaleup. 16 minuti, registrato a inizio 2025 dopo l'annuncio dell'accordo NVIDIA. Per la storia di Uljan Sharka raccontata nel suo arco professionale - infanzia in Albania, lavoro in Apple, fondazione di iGenius nel 2016 - questa intervista è la sintesi più compatta disponibile in italiano. Per altri case-study di founder italiani vedi le interviste ad Alberto Dalmasso di Satispay e a Luca Ferrari di Bending Spoons.
Key takeaways
- →iGenius ha chiuso a giugno 2024 un ticket da 25 milioni di euro su premoney da 1 miliardo di dollari: tecnicamente unicorno già allora, prima della raccolta annunciata da 650 milioni.
- →Sharka ha raccolto i primi 40 milioni solo da Angel investor privati, evitando i fondi americani per non sprecare tempo sulla discriminazione verso deeptech europee in fase early.
- →L'accordo con NVIDIA prevede l'acquisto di 6.000 chip Blackwell di ultima generazione per costruire entro l'estate uno dei supercomputer AI più grandi d'Europa, in Sud Italia.
- →L'asset supercomputer ha un valore intrinseco che garantisce da solo il fundraising: la trattativa attuale è su chi mantiene il controllo, non su se chiudere il round.
- →La tesi di Sharka sull'Europa: senza un'infrastruttura AI sovrana non è un tema economico, è sicurezza nazionale. Mistral in Francia ha raccolto 645 milioni a 6 miliardi di valutazione per la stessa ragione.


